Le Acque Minerali

Tra tutti i paesi europei, l’Italia possiede il primato nel consumo individuale di acqua minerale in bottiglia: in media 206 litri pro-capite all’anno.

Ma quanto sappiamo di questa bevanda?

Le acque minerali sono soluzioni naturali irriproducibili. I tentativi di preparare acque minerali artificiali hanno dimostrato che quest’ultime presentano attività biologica diversa da quella delle acque minerali naturali.
Uno dei metodi di classificazione delle acque minerali è il parametro del residuo fisso.

Il RESIDUO FISSO è la quantità totale dei mineralizzatori contenuti in un’acqua minerale. Questo dato è riferito per litro. Si ottiene facendo evaporare l’acqua a bagno maria in capsula di platino, essiccando fino a peso costante a 180°C.
Classificazione delle acque minerali secondo il residuo fisso:
acque minimamente mineralizzate (residuo fisso non superiore a 50 mg/l)
acque oligominerali (residuo fisso non superiore a 500 mg/l)
acque minerali (residuo fisso non superiore a 1500 mg/l)
acque ricche di sali minerali (residuo fisso superiore a 1500 mg/l).

Sono considerate acque minerali naturali le acque che avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute.

Le acque minerali naturali si distinguono dalle ordinarie acque potabili per la purezza originaria e la loro conservazione, per il tenore in minerali, oligominerali e/o altri costituenti e per i loro effetti.
Sulle acque minerali naturali sono consentite le seguenti operazioni:

captazione, canalizzazione, elevazione meccanica, approvvigionamento in vasche o serbatoi;
separazione degli elementi instabili, quali i composti del ferro e dello zolfo e/o sotto forma di particolato, mediante filtrazione o decantazione, eventualmente preceduta da ossigenazione, a condizione che tale trattamento non comporti una modifica della composizione di tali acque in quei componenti essenziali che conferiscono loro le proprietà peculiari;
eliminazione totale o parziale dell’anidride carbonica libera mediante procedimenti esclusivamente fisici, nonché incorporazione o re-incorporazione di anidride carbonica (D.L. 25.1.1992, art. 7);
è consentita l’aggiunta di anidride carbonica, ma sono vietati i trattamenti di potabilizzazione, l’aggiunta di sostanze battericide o batteriostatiche e qualsiasi altro trattamento suscettibile di modificare le caratteristiche dell’acqua minerale naturale (D.L. 25.1.1992, art. 8).

Sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali devono essere riportate le seguenti indicazioni:
“acqua minerale naturale”
la denominazione dell’acqua minerale ed il nome della località dove questa viene prelevata
la data ed il laboratorio in cui sono state effettuate le analisi (aggiornate almeno ogni 5 anni)
il termine minimo di conservazione
il contenuto nominale
la dicitura di identificazione del lotto.

Esiste un’acqua minerale ideale?

No, non esiste, ma può esserci un’acqua preferibile a seconda della stagione in cui la si consuma.
Nel periodo invernale conviene utilizzare acque leggere poco mineralizzate, con pH leggermente acido, in quanto favoriscono lo smaltimento delle scorie metaboliche che si accumulano in seguito all’alimentazione iperproteica e ricca di grassi.
Nel periodo estivo, invece, per far fronte alla continua perdita di sali minerali a causa dell’abbondante sudorazione, si dovrebbero bere acque minerali ricche di sali.