Che cos’è una Home Food?

Nel 2014, lo Studio Paschetto è stato il primo Studio in Italia ad assistere una start up di microimpresa domestica. Il regolamento europeo 852/04, al capitolo 2 Allegato III, prevede infatti che un’impresa di preparazione alimenti possa avere come laboratorio una cucina in contesto domestico.

All’epoca questo tipo di impresa non aveva un nome e fu proprio lo Studio Paschetto a denominarla per la prima volta Impresa Alimentare Domestica (in acronimo IAD). Alcuni anni dopo il legislatore chiamò queste imprese HOME FOOD e questo termine è presente tuttora in SCIA.

La nostra mission

Dal 2014 ad oggi il nostro Studio ha seguito oltre 100 start up ed è considerato leader in Italia in questo segmento di mercato. Grazie alla grande esperienza maturata abbiamo elaborato un sistema progettuale in grado di gestire le pratiche di apertura SCIA (compresa l’elaborazione delle planimetrie), la redazione dei Piani di Autocontrollo e la formazione completamente da remoto. Lo Studio Paschetto provvede a fornire tutte le informazioni necessarie per l’apertura della partita IVA e l’assegnazione del codice ATECO, gestendo a tutto tondo la mediazione con gli enti (ASL e SUAP).

La formazione

Il Regolamento CE 852/04 richiede che l’OSA (Operatore del Settore Alimentare, ovvero il legale rappresentante dell’azienda) garantisca la formazione di tutti gli operatori che lavorano nell’impresa alimentare e che manipolano gli alimenti.

Le nostre tecniche di formazione non mirano solo a soddisfare le richieste normative, ma cercano di coinvolgere il discente in un percorso personalizzato calato sulla propria realtà aziendale. Per questo motivo abbiamo scelto di non fare formazione HACCP con più aziende contemporaneamente, ma di dedicare il tempo necessario ad ogni singola impresa per curare la sua specifica formazione in campo igienico sanitario.

In linea con le nuove tendenze, la formazione HACCP può essere svolta sia presso lo Studio in un’aula dedicata ed attrezzata, sia da remoto utilizzando le principali piattaforme di video call.

F.A.Q.

Generalmente le HOME FOOD lavorano in regime forfettario.
Sei dipendente di un settore privato?
Non avrai problemi (a patto che non vada in aperta concorrenza con l’azienda per cui tu lavori).

In alcuni casi scoprirai che i contributi INPS che stai già pagando come dipendente sono sufficienti anche per il tuo lavoro da imprenditore.

Sei dipendente pubblico?
Purtroppo, non puoi aprire una partita IVA.

Sei un libero professionista?
L’attività professionale è incompatibile con il commercio e l’artigianato.

Hai già una partita IVA?
Dovrai solamente aggiornare la tua posizione IVA aggiungendo un codice ATECO.

In linea teorica sì, ma dovrete aprire una società (con costi maggiori sia di apertura che di gestione).
I locali non devono essere necessariamente di proprietà, ma devono essere accatastati come civile abitazione.
Generalmente no, ma è bene sincerarsi in via preventiva con il SUAP di competenza.

I locali che andranno notificati all’ASL devono avere l’abitabilità, per cui locali accessori quali locali di sgombero, garage o simili non possono essere utilizzati come laboratorio HOME FOOD.

Molte regioni non hanno emesso linee guida o norme vere e proprie, ma il Regolamento europeo 852/04 Allegato 2 Capitolo III dice chiaramente che vendere alimenti preparati in casa è legale.
Ad eccezione del luogo dove viene esercitata l’attività (il contesto domestico), l’HOME FOOD è un’impresa alimentare al pari di tutte le altre con i relativi obblighi: implementazione di un piano di autocontrollo HACCP, formazione all’OSA (il legale rappresentate dell’impresa), gestione della rintracciabilità e degli allergeni.
Il Regolamento europeo 852/04 specifica che i locali devono avere buona aerazione e luminosità e devono essere facilmente sanificabili. Generalmente le cucine che abitualmente utilizziamo hanno già questi prerequisiti.
Tutti gli alimenti a base di carne a lunga conservazione (esempio gli insaccati e gli affettati), in generale la manipolazione di carne o pesce crudi (le HOME FOOD non possono trasformarsi in macellerie o pescherie domestiche), la produzione di alimenti surgelati.
La formazione non è incompatibile con il laboratorio domestico.
HOME FOOD è l’unica definizione presente in SCIA; essendo voluta dal legislatore è l’unica ufficiale.
I costi iniziali (comprensivi delle pratiche di apertura igienico sanitaria e fiscale, la formazione, le consulenze specialistiche HACCP) sono all’incirca di 4.000,00 euro, a cui potranno aggiungersi alcuni lavori di miglioramento dei locali (all’incirca 1.000,00 euro).
In Italia, in linea con la normativa europea, al momento è legale solo produrre alimenti, non somministrarli.